Alla violenza sulle donne, a nome dei tanti uomini inermi davanti alla loro misteriosa forza, rispondo così:

Aveva l’impressione di essere osservato. Prese allora il pacchetto dalla tasca dei jeans e si accese una sigaretta, iniziando a fumare in modo nervoso.
Alternava boccate di fumo a lunghi sorsi di una birra, ormai, a temperatura ambiente. Quell’agitazione inspiegabile lo rendeva sospettoso. Qualcosa, però, nell’acqua improvvisamente si mosse, proprio davanti a lui. Il ragazzo rimase immobile, mentre, strizzando gli occhi, ispezionava la specchio di mare più vicino alla riva.
C’era una ragazza a galla tra le onde poco pronunciate di quella notte che lo fissava con grande attenzione.
Luca si stropicciò il viso tra le mani, pensando di dormire … poi disse: «Va bene, la serata si presta, ma non ti sembra un po’ eccessivo stare o mollo in mare in pieno autunno!»
Quello sguardo vitreo e riflettente continuava a fissarlo senza dire nulla.
«Ho capito sei straniera! Uhm … do you speak english?»
Disse il ragazzo abbozzando un sorriso piacione.
In acqua la giovane continuava a fissarlo senza fiatare e la birra iniziava a diventare sempre più calda ma Luca non si scompose, era sempre più incuriosito da quello strano incontro.
«Vuoi un po’ di birra?» domandò, infine, tentando un ultimo contatto.
Promise a se stesso che, non avrebbe più chiesto nulla a quella presenza così poco socievole.
Aspirò due boccate di fumo, voltando lo sguardo verso la città che dormiva alle sue spalle.
Improvvisamente una voce morbida e flessuosa salì, come se fosse amplificata, dal mare, attraverso le labbra di quella sconosciuta: «Io in mare ci vivo!» sentenziò lapidaria.
Il ragazzo sulla spiaggia preso alla sprovvista trattenne il fumo in gola fino perdere il fiato e non riuscì ad evitare di tossire rumorosamente.
«Ma cosa …! Cosa vuol dire in mare ci vivo?»
L’acqua inizio a zampillare appena dietro di lei. Improvvisamente salì su quasi a perpendicolo sul bagnasciuga una grossa coda di pesce.
Luca fece un balzo all’indietro per lo spavento, rovesciando su di sé un po’ di birra, poi, si alzò urlando come un pescatore di tonnara. «Hey! Signorina, vieni via da lì! Ma che diavolo fai ancora immobile? Non lo vedi quel bestione vicino a te?»
La ragazza prese a ridere con una grazia e una leggerezza che a Luca gelarono il sangue e disse con il tono di chi aveva dato appuntamento ad un amico sotto casa: «Ma dove vuoi che vada? Te l’ho detto che io in mare ci vivo!»
Non credeva ai suoi occhi Luca. Fissava la sua nuova amica, dopo, fissava nella bottiglia la sua birra ancora a quattro dita dal fondo e si guardava intorno.
In un attimo di razionalità sbraitò puntando il dito verso l’acqua: «Senti, mi stai dicendo che ho le allucinazioni? Oppure sto davvero parlando con una … come si chiama …!
Sirena … giusto? O qualcosa del genere? Non ci capisco più niente!»
La ragazza in mare, però, aveva trovato il passatempo per la sua serata e continuava a ridere suggerendo una risposta vaga e criptica: «Non serve scomodare gli esseri mitologici più semplicemente vado al mare quando non ci andate voi!».
Dopo qualche istante, tuttavia si avvicinò alla sabbia, uscendo quasi dall’acqua e mostrò la sua figura interamente. Era una donna giovane con capelli corti e pettinati verso l’alto a formare tanti piccoli aculei. Il suo corpo era nudo fino alla cintola con seni floridi e sodi, mentre la sua pelle era liscia e leggermente ambrata. Al di sotto della vita, poi, a coprire il brusco passaggio tra corpo umano e corpo animale, aveva una cintura color rame che campeggiava al centro di una lunga e nera coda squamosa. Le pinne caudali erano ampie e acuminate e si sviluppavano in modo parallelo alla linea mediana del corpo.
Il viso, di una bellezza rarissima, aveva un ovale leggermente schiacciato all’indietro; cosa che dava a quel volto un leggero aspetto esotico. Luca era ipnotizzato da quegli occhi magnetici che baluginavano tra le onde per via della loro profondità e per il modo con cui lo fissavano.
La sirena teneva un braccio disteso verso l’ombelico, che sembrava disegnato e l’altro, quello destro, piegato verso la spalla per dare alla mano la possibilità di accarezzarsi la testa con grazia venerea. Sotto di lei l’acqua della riva sembrava un giaciglio di lenzuola di seta.
«Ma cosa ti succede, hai il colore delle onde di maestrale; non hai mai visto una ragazza in topless al mare?» sbottò la bellissima creatura marina. «Se hai paura di me vado via … stai tranquillo?» aggiunse, poi, stendendo il muso in maniera adorabile.

Da “Birra e sigarette con la sirena”

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