Un assaggio a caso del mio romanzo “in progress” amici …

L’aria fattasi di una pungente invadenza lo strattonava come un’invisibile folla brulicante. Non riusciva bene a spiegarselo, ma si sentì il solo essere umano a sforzarsi di camminare in posizione eretta in quella intera città. Sopraffatto dalla sua andatura sghemba si stese prono sul cofano di una macchina parcheggiata, della quale non percepiva che il colore bianco. Aveva ceduto; avrebbe aspettato lì il giorno, più propizio con la sua luce al risveglio dal torpore che lo aveva anestetizzato. Poi alternando occhi chiusi ad occhi semi-aperti si girò verso il vetro dell’abitacolo, splendente, per il riflesso dei lampioni, di una luce oltremondana. L’immagine di un uomo irriconoscibile dal colore spettrale gli si sdoppiava davanti. C’era vicino ma non riusciva, sul serio, a comprendere che disteso al di là del tergicristalli vi fosse il suo stesso corpo. Ormai appartenente ad un Omar Ardenghi che aveva sgualcito il vestito elegante del vincente e saldava il conto con i milioni di minuti messi sotto contratto dai suoi impegnati giorni di lavoro. Giorni in cui, alimentato dal suo spregiudicato egocentrismo, aveva allontanato da sé l’idea che fosse la terra a girare intorno al sole e non viceversa. È chiaro che non piacesse affatto quel volto da vinto agli scampoli di lucidità di un umanista distaccato come lui. Non smetteva, però, di stuzzicarlo un sottile orgoglio, per via del fascino da artista che quel fuori programma poteva conferirgli. Di sera, comunque, via della Galizia scarseggiava di frequentatori, per cui nessuno sarebbe stato testimone delle sue uscite “maudit”. Solo alla cadenza di lunghi intervalli di tempo, la colorata fila di portoni e vetrine di quella strada della shopping si animava per il passaggio di vetture frettolose. L’ultima in ordine di comparsa, era aizzata dall’ossessivo drum’ n’ bass del suo autoradio. Sfrecciava verso i movimentati vicoli del centro storico, sponsorizzata dal profetico slogan: «Vegliate gente, vegliate», lanciato dal giovane alla sua guida. Del resto era giovedì ed il caotico fine settimana di Bretenzia attendeva alle porte della città.

 

Pierpaolo Lazzaro

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