L’ora dell’ibisco

Intanto, mi sederò
nell’ora dell’ibisco,
proprio lì.

Mentre la gazza in festa
soffierà alla cicala
d’agosto

il ramo più ombroso
su cui si poggia lieve
il vento

ionico.

Pierpaolo Lazzaro

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Sulla limoncina

Sfilano le rotaie
tra gli aironi
a guardia delle risaie.

Sono, già, il merlo
che saltella
sulla limoncina

e il tramonto
scende piano
ricoprendomi d’oro.

Pierpaolo Lazzaro

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Sciabordii reminiscenti

L’estate fischia lontano,
vaga, come la pioggia
che si addormenta
su lenzuola di mare.

Pierpaolo Lazzaro

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Le gocce tra i lampi

Di notte,
qualche volta,
la pioggia
si ricorda
della luce
del giorno,

ma per il lampo,
la memoria,
non sarà mai
luminosa
abbastanza
a lungo.

Pierpaolo Lazzaro

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La rosa del cartografo

Ascoltiamoci, avvolti, tra le pieghe dei venti e parliamoci sulle acque, ma, facciamolo, di notte, quando saremo divisi dalle ombre e avvolti nel segreto delle conchiglie.

Tra le tinte del giorno le nostre sensazioni saranno, invece, comuni.
Le tue luci saranno dunque le mie
e in un bacio giungerà a riva questa diversità sopraffatta dalle onde.

Pierpaolo Lazzaro

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I bozzetti della settimana corta

IMG_20180515_004459La musica, che ascolti
sotto il tuo mascara,
dice la strada
che hai fatto fin qui.

Dove hai preso
quel colpo alla porta
del vagone di sognatori
della settimana corta?

Ma ci credi davvero
al crollo dei valori o si tratta
solo di un altro battito
delle tue palpebre distratte?

Intanto viaggi in orario
sui tuoi tacchi, con la pioggia
pendolare in attesa
alla fine della corsa.

Sei, comunque,
il tuo unico biglietto
e questo il vero spunto
che veramente ti piace

mostrare di te.

Pierpaolo Lazzaro

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La ballata del papavero, rosso

Sono un papavero, rosso,
tra i binari e conosco
le storie dei treni
che, veloci, mi sfiorano.

Vivo tra sassi indifferenti
allo sforzo del mio colore …
È vero, ma il loro immutato
manifestarsi mitiga

la mia smania di attenzione …
E allora, sono pronto ad elargire
agli occhi che mi attraversano
le vere ragioni del vagare.

Pierpaolo Lazzaro

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Il conto delle ombre

È così che si fa
ad imparare dall’ago:
abbraccia il filo
tra brilli tremori
di dita inumidite
da un’umanità
condivisa.

Lascia, poi, che gli alberi
facciano ombra di nuovo,
e ascoltami, ascoltami ridere,
ma ti prego, prometti,
adesso, prometti
di non distrarmi
dal conto delle ombre.

Pierpaolo Lazzaro

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L’ombra vermiglia

Su altri muri, vestiti o spogliati
dalla luce, tanti si chiuderanno.
E i loro sospiri non vedranno ombre,

o meglio non vorranno più vederle.
La leggenda di mente e cuore, però,
parla anche al buio e non è altro

che il gioco prospettico, dal sapore
vermiglio delle pastose ciliegie
del giugno in cui ci apparve l’estate.

Pierpaolo Lazzaro

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Il contrasto della girandola

V.:
“Devi andare più su di così se vuoi
dare sicurezza ai giri delle pale
colorate che, stanche, porti con te!”
G.:
“Allora perché non mandi un soffio
di quelli carichi di volantini
snobbati, cosicché io possa farlo mio?”
V.:
“Ma io non so dosare la mia forza!
Potrei farti del male … così tenui
i giochi di luce sui tuoi boccoli
di plastica ondulata e variopinta
G.:“Cosa dici mai? Come vivrei,
senza la tua spinta? Sei la mia aria,
il tempo stesso della mia danza …”

Pierpaolo Lazzaro

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